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lunedì 12 aprile 2010

Come volevasi dimostrare

Staino ha pubblicato questa vignetta:

Subito "il Giornale" mette in prima pagina: "Vogliono Berlusconi morto".

Staino ieri si è scusato e spiegato – «se poi qualcuna delle vittime si sente offesa mi dispiace, né volevo augurare la morte a Berlusconi» poi ha dato un suggerimento con il suo solito stile:

martedì 6 aprile 2010

Tutti al mercato

Provate ad andare sul sito di Gabriella Carlucci.

Qualche genio dell'informatica e del web ha ben pensato di farcire la home page di video e di metterli tutti quanti in auto play.
Il risultato che si ottiene, se si ha l'audio attivo, è una cacofonia che ci riporta alla nostra infanzia ed al cortiletto dell'asilo oppure nell'ora di punta di un mercato rionale.

Complimenti!

giovedì 1 aprile 2010

Ci vorrebbe er Piotta

di Jonkind

Niente spiega meglio l’inutilità di un ministero (non solo filosoficamente, ma anche in senso pratico) quanto la relazione dettagliata delle sue attività fatta dagli stessi gerenti. Proprio all’indomani delle elezioni regionali, Silvio Berlusconi ha incontrato la nostra Madame Von Schirac all’amatriciana, Giorgia Meloni, ministra della gioventù, la quale ha snocciolato le cifre dell’intervento del suo ministero a favore dei giovani italiani.

Suggerisco fortemente la lettura del rapporto, per i suoi risvolti comici e per la prospettiva che fornisce su una propaganda di cartone attaccata al muro con i chiodi.

Fra le cose più belle segnalo come successo del ministero della gioventù il sostegno alla cassa integrazione nazionale (che include i 50enni operai alla Fiat) come politica di supporto al reddito delle generazioni più recenti, per non parlare degli 800 milioni alla banda larga messi nel calderone perché, si sa, Internet è una roba pe’i giovani, mica un’infrastruttura tecnologica necessaria al paese.

Ma le sorprese più belle giungono sul fronte edilizio. Si aumenta un fondo di garanzia per i mutui delle coppie under 35 per un valore del capitale garantito di circa 100-200 appartamenti, pregando nel contempo che gli interventi per 500 milioni nell’edilizia popolare, diano il risultato sperato di far fiorire 100mila (100mila!) appartamenti sociali a basso costo, sempre per i giovani ma mica solo per i giovani, con un contributo ad appartamento di circa 5mila euro (le tubature). Il tutto con un’osservazione che trovo straordinaria in un documento di rendicontazione ministeriale, “se tutti faranno il loro dovere” (chi? quando? a che riguardo?).

Il vero dovere del nostro governo, in realtà, sarebbe quello di far sparire un ministero pleonastico e ridicolo – e non si dica che almeno si fa qualcosa, in politica e in economia l’irrilevanza è un costo opportunità complessivamente dannoso -, affrontando il vero macigno che pesa sulla testa delle ultime generazioni, la quota di ricchezza (il 50%) e di PIL (fino al 16% nei prossimi anni) che va agli over 55 sotto forma di rendite finanziarie e pensioni, anche finanziate dal debito pubblico, togliendo ossigeno al dinamismo delle opportunità, alla capacità di indipendenza e autodeterminazione di 20enni e 30enni.

(noi siamo i giovani/i giovani/ i giovani)

venerdì 19 marzo 2010

La lunga Pasqua dei politici

Ancora trentadue. I consiglieri regionali abruzzesi, come quei turisti che dopo un po’ che stanno sdraiati al sole delle Maldive sospirano sui giorni che scivolano via, hanno preso a contare quanti ne mancano alla fine delle «loro» vacanze pasquali: 32. Direte: trentadue giorni di vacanze pasquali? No, di più: le hanno cominciate 10 giorni fa. Totale: 42. E tutti i problemi aperti? Amen. E le cose indispensabili in questi tempi di crisi? Amen. E gli interventi per la ricostruzione dopo il terremoto? Amen.

Si dirà che non è una novità assoluta. Vero. Agli sgoccioli del 2001 i deputati (guai a chiamarli consiglieri: si offendono) della leggendaria Assemblea Regionale Siciliana, stremati da un anno pesantissimo sia pure con una lunga pausa per le elezioni politiche e una lunga pausa estiva e alcune sedute particolarmente stressanti come quella del 30 ottobre (9 minuti, ma che fatica...) decisero infatti che era giunto il momento di avere un po’ di relax. E così, chiusi i defaticanti lavori il 21 dicembre, avevano congiunto il Natale al Capodanno, il Capodanno alla Befana, la Befana alla Settimana bianca, la settimana bianca al Carnevale. E si erano riconvocati per il 12 febbraio successivo. Una cosa che fece gridare allo scandalo un deputato della Margherita, Sebastiano Gurrieri, che spese quasi 10 mila euro per comprare degli spazi pubblicitari sul Giornale di Sicilia e altri quotidiani locali e denunciare «la scandalosa chiusura dell’Ars da Natale a Carnevale». Per rafforzare la denuncia, spiegò che l’acquisto di quelle pagine, finanziariamente, non lo aveva svenato affatto. Rompendo fino in fondo l’omertà, dimostrò infatti che al di là delle finzioni sul reddito imponibile, un deputato regionale come lui guadagnava («lo dico con imbarazzo», mormorò) quasi 10 mila euro al mese più altri 4mila per il portaborse o l’attività politica. Prebende che da allora, sembrerà impossibile, sono addirittura cresciute. Anche all’assemblea regionale d’Abruzzo non se la cavano male. Basti dire che un consigliere semplice (rari come i leopardi dell’Amur, visto che un po’ tutti hanno qualche incarico supplementare) può arrivare a mettersi in tasca, stando alle tabelle ufficiali dell’organismo che riunisce i consigli di tutta l’Italia, fino a 10.925 euro al mese. Che salgono di un altro migliaio di euro nel caso dei capi-gruppo, ruolo che riguarda anche i cinque rappresentanti dei monogruppi Comunisti italiani, Sinistra- verdi-sd, Movimento per le Autonomie Abruzzo, Rifondazione comunista e Rialzati Abruzzo: ciascuno capogruppo di se stesso.


Quanto lavorano? Da stramazzare di fatica, risponderanno. Dice il sito Internet della stessa assemblea, per capirci, che nel 2009 l’aula si è riunita in ben 29 sedute. Di cui una «solenne» e sette «straordinarie pomeridiane». Vale a dire che in totale i giorni in cui i consiglieri sono stati chiamati a presentarsi nell’emiciclo, tra mattina e pomeriggio, sono stati 22: uno ogni due settimane abbondanti. Per l’esattezza uno ogni 16 giorni e mezzo. Due volte al mese. Mettetevi al posto loro: neanche il tempo di respirare. E così, come ha spiegato la cronaca di Lilli Mandara nell'edizione abruzzese del Messaggero, il parlamentino regionale (dominato dal Pdl con 25 seggi contro i 7 del Pd o i 6 dell'IdV) dopo essersi riunito un’ultima volta il 9 marzo tra i fischi dei dipendenti del gruppo Villa Pini d’Abruzzo (millecinquecento persone rimaste senza stipendio da un anno dopo il tracollo della struttura sanitaria che apparteneva a Vincenzo Angelini, l’imprenditore che scatenò lo scandalo sulla sanità abruzzese portando alla caduta della giunta di centrosinistra di Ottaviano Del Turco) tornerà a riunirsi il 20 aprile prossimo. Lo hanno deciso i capigruppo. I quali hanno stabilito che «ai sensi dell’articolo 1, quarto comma, della legge regionale n.32/1996, sono sospesi i termini per i pareri che le commissioni consiliari devono esprimere sui provvedimenti della giunta regionale. I lavori riprenderanno mercoledì 7 aprile 2010». Cioè il giorno dopo l’anniversario del sisma che sconvolse le terre abruzzesi. Quanto al consiglio regionale «terrà la prima seduta il 20 aprile 2010». Ma si vota, in Abruzzo? No: le regionali, che videro diventare governatore il berlusconiano Giovanni Chiodi, ci sono già state nel dicembre 2008. E allora? C’è il voto alle Provinciali dell'Aquila, le elezioni nel resto dell'Italia, la Pasqua, la Pasquetta... Insomma, un ponte tira l'altro. Totale: un ponte di 42 giorni a sei campate domenicali.

di Gian Antonio Stella da corriere.it del 19/03/2010

lunedì 1 marzo 2010

Interessante confronto

Questo grafico dice tutto

lunedì 15 febbraio 2010

Relazioni pericolose

tramite lastampa.it - Buongiorno di Gramellini il 13/02/2010

Ma che mestiere fanno questi Anemone, questi Tarantini, questi nuovi personaggi del bestiario italiano che per comodità giornalistica vengono chiamati imprenditori, anche se in vita loro non hanno mai prodotto neppure un bottone? Vendono un pacchetto di piaceri, dal festino alla gita in idrovolante, ottenendo in cambio dei favori. E rappresentano l’aspetto illegale della mutazione genetica che ha investito la nostra società: il predominio delle pubbliche relazioni. Intendiamoci.

Saper trattare col prossimo è sempre stata una qualità importante Ma adesso è diventata pressoché esclusiva e si è allargata a tutti i settori. Non riguarda più soltanto i venditori in senso stretto, perché chiunque voglia migliorare la propria posizione deve diventare venditore: di se stesso. A fare carriera infatti non è il più preparato, e tanto meno il più adatto, ma il più bravo a intessere rapporti personali. Fra uno che vanta un bel curriculum e un altro che possiede una rubrica di indirizzi fornita, chi verrà premiato? Fra un professionista che passa le serate a studiare i documenti e uno che le trascorre in cene di lavoro, chi otterrà gli incarichi di maggior prestigio?

Il secondo, ovviamente, il quale assume quello bravo affinché gli svolga il lavoro che poi lui andrà a vendere in giro come suo. Ma un sistema in cui le persone che ricoprono ruoli di responsabilità dedicano le migliori energie alle relazioni invece che ai prodotti è superficiale e mediocre: due aggettivi che ben si adattano, purtroppo, alla civiltà dei consumi.

mercoledì 10 febbraio 2010

La democrazia dei tifosi

tramite lastampa.it - Buongiorno di Gramellini il 10/02/2010

È bastato che i tifosi della Lazio minacciassero da tutte le radio private di non votare più la Polverini alle Regionali perché la politica si mobilitasse con una rapidità che altrimenti le è ignota. Da Alemanno a Storace fino all’entourage del presidente Fini, l’intera destra romana ha esercitato pressioni sull’allenatore Reja per convincerlo a rompere il contratto con l’Hajduk Spalato e accorrere al capezzale della squadra malata, dato che «è inaccettabile che la Lazio vada in serie B», come ha dichiarato il sindaco laziale di Roma.

Inaccettabile, capito? Alla faccia dei sindaci delle altre città italiane, che le retrocessioni le hanno sempre accettate, e pure i fallimenti. Inaccettabile per motivi di ordine pubblico, ebbe a riconoscere anni fa Berlusconi, e adesso elettorale. Che si sappia, dunque: con i nemici dello Stato non si tratta, ma con i tifosi che minacciano di non andare a votare sì. Preso atto del potere formidabile della lobby capitolina, come cittadini non resta che augurarci che i tifosi della Lazio abbiano a cuore anche gli ospedali, le scuole, il lavoro. Il giorno che si lamenteranno di quello, e non solo del loro presidente Lotito, forse i politici si batteranno per darci finalmente un Paese, oltre che un allenatore, migliore.

Se questo è lo stato della democrazia, e lo è, mi viene un pensiero che non condivido: evviva il suffragio universale, una testa un voto, ma a patto che dentro la testa ci sia qualcosa.

lunedì 8 febbraio 2010

Senza mezzi termini

da spinoza.it

Scritto da stark, van deer gaz, fedgross, kutavness, blepiro, francesco cocco,venividiwc, creale, demerzelev, alexfor, milingopapa, paul olden, serena gandhi e asc.

Marchionne vuol chiudere Termini Imerese. Per rappresaglia gli operai minacciano di riprendere la produzione della Duna.

(Nel 2009 la Fiat ha perso 800 milioni di euro. Le prossime felpe avranno le toppe)

La perdita include 600 milioni derivanti da ‘oneri atipici’. Anche se a Termini Imerese preferirebbero essere chiamati ‘lavoratori’.

Comunque Marchionne è un grande manager. Chi altro avrebbe saputo gestire la crisi potendo contare sulle sue sole forze, ecoincentivi, rottamazioni, cassa integrazione e sussidi governativi?

(Non si può mettere in croce Marchionne. O almeno non nel posto centrale)

A Montecitorio, intanto, Bersani ha incontrato i lavoratori Alcoa, che hanno ascoltato pazienti le sue richieste.

In agitazione gli operai a rischio licenziamento. Si consoleranno con l’approvazione del legittimo impedimento.

(Gli operai di Termini vorrebbero restare nel ramo automobilistico. Ma anche quello dei lavavetri è un settore in crisi)

Il Papa sulla Fiat: “Ho a cuore l’occupazione”. Della Polonia.

Ratzinger: “Sia fatto il possibile”. Neanche lui crede più nei miracoli.

Scajola fa sette proposte per la Fiat di Termini. Sei delle quali contengono la parola “chiusura”.

Si cerca la trattativa con Ikea: niente da fare per lo stabilimento, ma ogni operaio riceverà una candela profumata.

In alternativa, Termini Imerese potrebbe diventare una fabbrica di auto ecologiche. L’ideale sarebbe un modello cha va ad aria fritta.

L’azienda spiega le ragioni dello stop con un telegramma. Non credevo che la situazione fosse così critica.

Montezemolo: “Mai ricevuto un euro dallo Stato. E la Multipla è splendida!”.

“Da quando ci siamo noi, la Fiat non ha avuto un soldo dallo Stato”. Gli incentivi erano solo un sostegno morale.

Nel frattempo in Puglia aumenta l’occupazione. Delle panchine al parco.

Scajola: “La fase peggiore della crisi è alle nostre spalle”. E si prepara a doppiarci.

La Fiat ha un futuro. Licenzieranno.

venerdì 5 febbraio 2010

L'Italia di Morgan

tramite lastampa.it - Buongiorno di Gramellini il 05/02/2010

La prima caratteristica delle polemiche all’italiana è che, un attimo dopo che sono scoppiate, non si capisce già più di che cosa parlano. Prendiamo il caso Morgan. Di scandaloso, nelle sue dichiarazioni, non c’era l’ammissione dell’uso di droga, vizio diffuso nello spettacolo e non solo lì, ma il messaggio che la cocaina sarebbe un ottimo antidepressivo. Parole devastanti, anche perché a pronunciarle era un divo della tv. Ebbene, questi due aspetti - l’esaltazione della coca come farmaco e l’impatto della popolarità televisiva - sono subito scomparsi dal dibattito per lasciare posto all’immagine dell’artista maledetto che si droga, capro espiatorio da immolare sull’altare del prossimo festival di Sanremo.

La seconda caratteristica delle polemiche all’italiana è l’immediata trasformazione del capro espiatorio in figliol prodigo. Gli si vieta Sanremo, ma lo si invita a tutti gli altri programmi perché si ravveda e chieda perdono. Il più rapido è don Vespa, che per la cerimonia del pentimento ha convocato un prete vero, don Mazzi, da non confondere con il direttore della prima rete Mazza, che non vuole Morgan al festival, e con il direttore del festival Mazzi, che invece gli tenderebbe la mano. Non ci capisco più una mazza, sbotta Morgan, e su questo è difficile dargli torto. Comunque si sottrae al rito purificatorio: se non lo vogliono più a Sanremo, pazienza. «Diamogli una seconda possibilità», insiste invece l’onorevole Bersani con toni da prelato. Perché la terza caratteristica delle polemiche all’italiana è che il Pd sta zitto quando dovrebbe parlare, ma se c’è da rimanere zitti, si può star sicuri che parlerà.

martedì 2 febbraio 2010

Formigoni si ricandida?

“L’eventualità di un “Ventennio formigoniano”, oltre che politicamente poco auspicabile, è semplicemente illegale sul piano giuridico.La legge 165 del 2004 è chiara nel ribadire il limite dei due mandati prevedendo “la non immediata rieleggibilità, allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto”. Invocare la “non retroattività della norma”, come fa Formigoni, non ha senso, come diversi giuristi hanno gà rimarcato. Non si potrebbe essere più chiari di quanto scritto su Forumcostituzionale.it: “la retroattività non può essere intesa come impossibilità per la legge di considerare come rilevanti ed incidenti situazioni maturate e venute in essere nel passato: è, al contrario, esattamente per questa ragione che si prevedono le ipotesi di incompatibilità e ineleggibilità”. Per questo motivo, preannunciamo il deposito come Lista Bonino- Pannella di un ricorso formale contro la candidabilità di Roberto Formigoni per una eventuale terza rielezione a suffragio universale diretto. Formigoni si può ripresentare, ma tra cinque anni. Presentarsi ora, con la concreta possibilità di decadere immediatamente e trascinarsi dietro la fine della legislatura, è o da irresponsabili, oppure da persone così potenti da ritenersi al di sopra della legge”.

Dichiarazione di Marco Cappato, Candidato alla Presidenza della Regione Lombardia per la Lista Bonino-Pannella

giovedì 28 gennaio 2010

Il flop del G8 alla Maddalena

Oggi Repubblica.it pubblica una galleria di immagini relativa allo stato di degrado ed abbandono in cui versano le strutture che avrebbero dovuto ospitare il G8 che poi, causa terremoto, si è tenuto a L'Aquila.

Qui le immagini della galleria.

A quanto dice La Repubblica sono stati spesi 300 milioni di euro! Sono stati costruiti due alberghi a 5 stelle di cui uno è costato 742.000 euro (settecentoquarantaduemilaeuro) a stanza e adesso nessuno li vuole, questi alberghi.


Ora, io non voglio entrare nel merito della questione se è stato giusto o meno spostare il summit dalla Maddalena a L'Aquila. Nè voglio discutere delle motivazioni accampate per tale spostamento.

La mia domanda è molto più semplice: se ci fosse stato, questo benedetto summit, la situazione sarebbe stata diversa oggi? Il fatto che le strutture non siano state utilizzate dagli otto e dal loro seguito ha inficiato la possibilità di riutilizzarle in seguito?

Oppure siamo ai soliti appalti dati ad amici e parenti, a quelle strutture tirate su per fare immagine e puppare una vagonata di sovvenzioni, a quella pianificazione edilizia fatta con il culo, il portafoglio e non con un minimo di cervello e di interesse per la comunità?

Alla Maistratura, speriamo, l'ardua sentenza.

mercoledì 27 gennaio 2010

Uguale per tu

da spinoza.it

Scritto da stark, crostaceo di terra, pol1000, 8 e mezzo, serena gandhi,alexfor, gab, mu ho, roberto, waxen, castorovolante, carter,tuttoscemo, demerzelev, milingopapa, fedgross, carloccccrl, otorongo,ma..tteo, il peggio, mestmuttèe, marissa, serjoka, francesco cocco,deadnature e carra il 27.01.10

Processo breve: il Senato assolve.

(O anche: il Senato approva il piano B)

Le reazioni non si fanno attendere: Napolitano ha ricaricato la Montblanc.

Il provvedimento rischia di far saltare i procedimenti a carico di Berlusconi: ma allora la sua è proprio fortuna!

(Forse vogliono solo risparmiarci le polemiche sulla sua futura riabilitazione)

Mentre il Pdl festeggiava, l'opposizione mostrava dei cartelli. Con su scritto "Noi siamo l'opposizione".

Finocchiaro: "Denegata giustizia". Forse il mio farmacista capirà.

Gasparri: "Non si tratta di un processo breve: nel testo la parola 'breve' non c'è". Quindi non si tratta nemmeno di una riforma di merda.

"Ci sono giudici che sembrano astrologi". Per non parlare dei colpevoli che sembrano perseguitati.

Nel gruppo del Pdl si registra il dissenso di Enrico Musso, del quale non sentiremo mai più parlare.

Haiti, Bertolaso critica i soccorsi: "Si pensa più allo show che alle persone". E lui sa di cosa parla.

(Berlusconi lo ha subito ripreso. Sulle figure di merda all'estero pretende l'esclusiva)

Arriva la pillola dei "5 giorni dopo". Aumenta notevolmente le tue chances in caso di farmacisti cattolici.

Aumenti di stipendio agli insegnanti di religione. Ehi, ma la ricompensa non era ultraterrena?

Materazzi esulta con la maschera di Berlusconi. Almeno lunedì siamo riusciti a vederlo a un processo.

Eurispes: il 70% degli italiani si fida di Napolitano. O almeno crede alla sua esistenza.

La religiosità rallenta la demenza senile. Ma non ha un buon testimonial.

Lo studio è stato effettuato dall'Università di Padova. Presto sarà esteso anche agli esseri umani.

Andreotti spegne 91 candeline. Con la sola presenza.

Andreotti spegne 91 candeline. Quanti ne ha seppelliti!

Andreotti spegne 91 candeline. La postura permette questo ed altro.

"Anche quest'anno ce l'ho fatta, grazie a Dio" ha detto Andreotti. La replica di Dio: "Guarda, fosse per me...".

(91 anni! Evidentemente nell'aldilà non lo vogliono nemmeno per un minuto più del necessario)

Andreotti compie 91 anni. Ma il fatto non sussiste.

Andreotti è così vecchio che quando è arrivata la torta con le candeline tutti hanno pensato fosse una fiaccolata antimafia.

Andreotti fa 91. Ma continua a fare paura.

New York, donna cade su un quadro di Picasso. Dispersa.

venerdì 22 gennaio 2010

Ti sparerei

tramite Come diventare il mio cane di chinaski7

Ti sparerei

Pur non avendo mai fatto del male a nessuno e pur essendo il tipo di persona che non farebbe mai del male a nessuno – fatta eccezione per il male psicologico, s’intende – non sono certo il tipo che sta appresso a quelle raccomandazioni o insegnamenti sulla bontà, il rispetto di questo e di quello eccetera, e non sono nemmeno, come qualcuno potrebbe pensare e anzi sicuramente pensa, compiaciuto per la mia presunta “cattiveria”, non sono affatto compiaciuto e a dire la verità non sono neanche affatto “cattivo”, è solo che, questo è il punto, se tu entri in casa mia senza il mio permesso, io ti sparo, tutto qui, io devo poterti sparare, lo stato mi dovrebbe garantire il diritto di sparare a chiunque entri in casa mia senza il mio permesso e il diritto di sparare a chiunque entri nella mia proprietà in generale.
È un pensiero che mi è venuto a Natale, quand’ero da Jisus e dal Padre per le feste che un ateo come me adora festeggiare e i parenti telefonavano di continuo – ma io non rispondo mai al telefono, perché ci sono pochissime probabilità di non trovare dall’altra parte un altro essere umano – e, soprattutto, facevano continue incursioni fisiche per recapitarci personalmente gli auguri, cosa che di solito fa sembrare tutti così felici, non so, forse sbaglio qualcosa io, sono sbagliato io, mi dico, forse ho sbagliato, ad esempio, quando quel mio cosiddetto parente ha voluto infrangere la legge non scritta ma ben conosciuta che non si fanno improvvisate in casa di Jisus specie quando ci sono io che sto giocando a un simulatore di Formula 1 e, dopo un quarto d’ora di insistenti scampanellate natalizie, sono andato alla porta e l’ho raggelato con il mio raggelante sguardo laser e, non sapendo del suo grave problema di ipocondria che non era ipocondria ma una malattia vera, l’ho cacciato inviandogli telepaticamente il messaggio non si fanno improvvisate in casa di Jisus specie quando ci sono io che sto giocando al simulatore di Formula 1 e non è previsto un secondo avvertimento.
Forse sì, ho sbagliato. Forse dovrei essere una persona migliore. O forse avrei dovuto sparargli, ecco, anche sparargli è una possibile soluzione, per l'appunto: farlo entrare, prenderlo per mano, portarlo davanti al computer e dirgli “Guarda qua” e sentirlo dire “Ah, giochi con il computer, eh?” e rispondergli “Vedi quella macchina nella sabbia? Sono io. Prima che tu suonassi il fottuto campanello non era nella sabbia, era in pista” e sperare, stringere forte forte gli occhi e sperare di sentirlo dire “Ah, va be’, ma non ti arrabbiare: è solo un gioco! Non è mica una cosa importante!” con tutti i punti esclamativi ai punti giusti e a quel punto prendergli la faccia tra le mani e dargli un grosso bacio sulla fronte e dirgli “Grazie! Grazie!” e lui “Perché?” e io “Aspetta qui” e poi farlo sedere e prendergli la mano e dirgli “Io vado a preparare una tazza di tè, così mi racconti per bene il tuo problema e ti giuro che insieme riusciremo a risolverlo perché tu sei sangue del mio sangue e io non posso accettare che il sangue del mio sangue sia in qualche modo turbato o preoccupato o afflitto da qualsivoglia pensiero”, poi salire di sopra, prendere il fucile, caricare due pallettoni, scendere di sotto e sparargli nelle ginocchia, sentirlo gridare “Ahi! Ma che fai?” e, caricando altri due pallettoni, rispondergli “Be’, ti sparo. Non è meravigliosamente paradossale e ironico che, ora, la mia gara di Formula 1 non sia più ‘solo un gioco’ ma stia per diventare l’evento più importante della tua non importante vita? Più importante per te che per me, addirittura”.
Che poi sarebbe la prova che non mi compiaccio del mio essere “cattivo” ma che voglio soltanto che vengano rispettati la preziosa solitudine e il necessario silenzio di cui mi circondo: non mi importa nulla delle intenzioni del disturbatore, infatti, cioè a me non interessa poter sparare solo a chi entra in casa mia per rubare o violentarmi o che altro, a me interessa poter mettere un cartello sul cancello d’ingresso con su scritto:

mercoledì 20 gennaio 2010

Il Web 2.0 spiegato da Marco Masini

Potevate farne a meno? Certamente no!

Il gufo d'Italia si dimostra sempre un passo avanti rispetto alla concorrenza. Dopo aver sdoganato il vaffanculo a Sanremo e la parolaccia nelle italiche canzonette ora ci dimostra come sa utilizzare meglio degli altri i nuovi mezzi di comunicazione.

Da alcuni giorni, infatti, potete chiaccherare liberamente con Marco! Fategli le domande e lui vi risponderà in tempo reale con la sua solita e pungente verve.

martedì 19 gennaio 2010

Per dargli un volto e ricordarli

A 66 anni di distanza dalla retata del 10 ottobre 1943 nel ghetto di Roma vengono rese disponibili sulla rete le immagini raccolte dal Cdec (Centro Documentazione Ebraica Contemporanea) nella fase di ricerca degli ebrei italiani scomparsi.

In totale gli italiani deportati quel giorno furono 1.023 di cui 288 bambini.
In tutto ne tornarono a casa 17. Dei bamini uno solo...

Ha scritto ne "La notte" lo scrittore e premio nobel Elie Wiesel, «Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede».

Quante storie e vite spezzate. Oggi, grazie a questa iniziativa, possiamo dare anche un volto a quei nomi per non ucciderli una seconda volta dimenticandoli e facendoli diventare solo sterili numeri e statistiche.

http://www.cdec.it/voltidellamemoria/dbdisplay02.asp

Il canone

Come ogni anno ci tocca subire questo increscioso balzello da parte di "mamma Rai".
Come ogni anno il balzello è aumentato rispetto al precedente.
Come ogni anno i programmi sono peggio rispetto al precedente, ma tocca pagare!
Come ogni anno ci ammorbano con una campagna pubblicitaria che, più che invogliare a tirar fuori i soldini, spinge all'odio verso i protagonisti: vorresti stirare i VIP, a parte la Simona nazionale che si è stirata abbondantemente in autonomia, e ti offendi nel vederti paragonato a famiglie di cerebrolesi che vivono per sapere cosa succede nella prossima puntata di "Un posto al Sole" o scoprire cosa c'è dentro una stramaledetta scatola di cartone.

Evidentemente in Svezia l'hanno capito ed hanno lanciato una campagna pubblicitaria dove l'utente è il vero ed assoluto protagonista. Magari l'effetto non sarà quello sperato, ma sicuramente fa più piacere essere visti così che come dei bancomat rincoglioniti come da noi.

mercoledì 13 gennaio 2010

Crescita della produttività del lavoro

Un'interessante mappa interattiva che mostra, in differenti periodi di tempo, l'andamento della produttività del lavoro nel mondo.

http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/labour-productivity-growth-1990-20

Come al solito l'Italia non ne esce proprio bene.

Buon viaggio, Italia

di Jonkind via macchianera

A conferma del suo essere il governo più incline al gadget della storia repubblicana, e con prevedibile ritardo sulla tabella di marcia, viene varato il progetto www.buonivacanze.it, fortemente voluto da Silvio Berlusconi in coppia con Michela Brambilla, ministro aggiunto dalla compagine di centro-destra incaricata, pur senza capacità di spesa a bilancio, di turismo e attività ricreative.