tramite Come diventare il mio cane di chinaski7
Stasera, pur essendo juventino, tiferò Roma, e lo farò per due motivi: primo, per il bene della Juventus; secondo, perché in una stagione ormai priva di senso, invece di tifare ciecamente e inutilmente (anzi, dannosamente) per la Juve sempre e comunque, tifo per i singoli eventi capaci di produrre delle situazioni significative per le mie serate e per il mio futuro.
Mi spiego.
Ranieri dice che gli piacerebbe battere la Juve non per sentimenti di rivalsa ma perché non l’ha mai battuta (fatta eccezione per tutte le volte che l’ha battuta quando l’allenava, intende), ma io so che non è così, cioè, tutti sanno che non è così e lo sanno perché è ovvio che non sia così, a meno che Ranieri abbia al suo interno non organi pulsanti pregni di sangue e catrame come tutti ma tante piccole palline di polistirolo e uno di quei grossi bottoni di plastica che, quando li premi, vengono fuori le frasi preregistrate per i bambini.
Il sogno di Ranieri è che la sua squadra sia la “rompiscatole” del campionato. Alla Juve lo ha detto un milione di volte in due anni, quando qualcuno gli chiedeva qualcosa lui diceva “vogliamo essere i rompiscatole del campionato”, “i rompiscatole del campionato”, “rompiscatole”, “rompiscatole”, “rompis…” e il problema è che tutti pensavano fosse soltanto pretattica psicologica o scaramanzia e invece lui diceva sul serio: “Ranieri, puntate allo scudetto?”, “No. Lo scudetto sono altri che devono vincerlo o perderlo, noi vogliamo essere i rompiscatole del campionato”. Detto, fatto.
Uno potrebbe chiedersi: ma perché un allenatore dovrebbe puntare non a vincere campionati e coppe ma soltanto a fare dispetti e a rompere le fottute scatole qua e là agli avversari? Semplice: perché Ranieri è uno che tiene tutto dentro, che si reprime, uno che dice, sorridendo, “io non voglio vincere” e però in realtà vuole vincere ma poi effettivamente non vince e allora tutti gli dicono “contento che non hai vinto?” e lui, sorridendo, “ma certo, mica volevo”, e questo genera una frustrazione e un sentimento di rivalsa piuttosto normali che però lui dissimula, dissimula e dissimula alla morte e poi dissimula ancora un po’, finché non arriva la partita in cui può prendersi la sua piccola grande rivincita rompiscatole e scaricare finalmente tutta questa tensione negativa accumulata e riequilibrarsi interiormente invece di saltare in aria.
Da questo punto di vista, Juve-Roma è la partita perfetta per lui, visto che tanto non vincerà il campionato ma arriverà senza problemi in zona Champions; sul vincere la partita singola con l’unico scopo di rompere le balle a qualcuno, Ranieri è un mago.