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mercoledì 3 marzo 2010

Bertolimpionico

tramite lastampa.it - Buongiorno di Gramellini del 03/03/2010

Si può ancora vivere senza Grandi Eventi? La risposta l’ha data ieri sera al Tg5 il grandeventista Bertolaso: no. Egli intende proporre l’Abruzzo terremotato come sede delle Olimpiadi invernali 2018. Dopo il G8, i Giochi della neve. E perché non anche il Nobel, la Champions, il Giubileo, l’ostensione della Sindone e magari l’Expo? Attualmente è destinata a Milano, ma è giusto che vi rimanga solo in caso di terremoti dalle parti di Cinisello Balsamo. Altrimenti meglio spostarla all’Aquila o sul Lambro inquinato, sempre che la Protezione Civile non intenda già farvi disputare le gare di canottaggio delle Olimpiadi estive.

Il Cile dovrebbe affrettarsi a chiedere i prossimi campionati del mondo di calcio e Haiti la sede permanente dell’Onu, prima che la stessa venga trasferita accanto a un inceneritore di Napoli. Nessuno mette in dubbio la bellezza delle montagne abruzzesi. A lasciare esterrefatti è l’ideologia del Grande Evento aspira-soldi come unica soluzione per risolvere i piccoli e grandi disastri della vita. Solo la fiaccola olimpica potrà togliere le macerie dal centro dell’Aquila? Parrebbe di sì. In fondo, quattro anni dopo, i torinesi rimpiangono ancora quei quindici giorni da favola in cui gli autobus arrivavano puntuali e i bar restavano aperti a mezzanotte. Si proceda quindi con il decreto Bertolimpionico. Articolo 1: l’Italia è un Grande Evento permanente. Articolo 2: Balducci e Anemone sono nominati commissari straordinari fino a esaurimento dei fondi.

martedì 2 marzo 2010

Il governo del fare tardi

da spinoza.it

Terremoto in Cile: forte rischio Bertolaso.

L’esercito scava per cercare i sopravvisuti. Dal 1973.

Bertolaso sarà presto in Cile per la ricostruzione. Della sua immagine.

Regionali, funzionario del Pdl presenta le liste in ritardo. Normale che poi uno si affidi alla ‘ndrangheta.

(Pdl escluso, ma io non esulterei troppo. Ultimamente butta male con i ripescaggi)

Cicchitto se la prende con il magistrato che ha ordinato alla polizia di bloccare i rappresentanti del Pdl. Per il giudice era l’occasione di una vita.

Per la Polverini si tratta solo di un “fatto burocratico”. Un po’ come tutti i regolamenti.

Casini: “Lasciamo in pace il Capo dello Stato”. Poverino, è anziano.

Il Tg1 assolve Mills. Ma la procura ricorrerà al Tg3.

Mills è stato chiamato due volte “assolto”. Ma non si è girato.

(Il lato positivo: non c’è stato bisogno di un editoriale)

Al Tg1 scambiano l’assoluzione con la prescrizione. Anche a me ogni tanto capita di prendere dei leccaculo per giornalisti.

Il Giornale difende Minzolini: “Nessuno avrebbe capito la parola prescrizione”. È la loro linea editoriale: notizie false, però semplici.

Padova: sono morti, ma firmano per il Pdl. Almeno loro hanno una scusa.

Forse il centrodestra ha frainteso il concetto di “andare alle urne”.

(Defunti che firmano le liste del Pdl. Sanno qualcosa che noi non sappiamo?)

La Santanchè fa pace con Berlusconi e diventa ministro. E ora una bella sigaretta.

(La donna che diede del pedofilo a Maometto: quel che ci voleva per un governo equilibrato e di respiro internazionale)

Genova, letame davanti alla sede della Lega Nord. Aguzzate la vista.

Chiariti i motivi: dentro non si può fumare.

La nettezza urbana è accorsa subito. Ma non sapeva da dove cominciare.

Ex inviata del Giornale sposerà Angelo Izzo, il mostro del Circeo. “Non ho problemi col suo passato”, ha dichiarato lui.

Parroco si scaglia contro McDonald’s. Non va matto per i bambini grassi.

Brunetta: “Mangio yogurt scaduti”. E poi si vanta di saper programmare.

Svizzera: in commercio preservativi ridotti per adolescenti. Le mamme erano stufe di fargli l’orlo.

* * *

Autori: valbu, gaussboaga, serena gandhi, francesco cocco, frandiben, creale, puccio di luce, minuzioso caos, archi il leone, serjoka, waxen, della, fedgross, joe wine, bergerac, king arthur, lucyinthesky, benze, roberto manunta, milingopapa, abulafia, van deer gaz, utcho e stark.

Martina che non voleva dormire

tramite lastampa.it - Buongiorno di Gramellini del 02/03/2010

Martina Maturana ha dodici anni, vive sull’isola di Robinson Crusoe, al largo della costa del Cile, e non dorme. Ha appena sentito tremare il materasso sotto la schiena. Una vibrazione l’ha svegliata, ma neanche troppo. Potrebbe tranquillamente girarsi dall’altra parte e ricominciare a dormire, come stanno facendo tutti gli altri seicento abitanti dell’isola di Juan Fernandez. Martina invece scende dal letto. Vuole capire. Scuote il padre poliziotto, rintanato sotto le coperte. «Cosa è stato, papà?», «Cosa è stato cosa? Niente, torna a letto». Lei ci va, ma non riesce a prendere sonno. Allora, in punta di piedi, raggiunge la finestra, guarda in basso e vede. Vede ondeggiare le barche nella baia, al chiaro di luna. E capisce. «Lo tsunami!». Si precipita in piazza e suona il gong. Adesso sono tutti svegli e corrono all’impazzata verso la cima dell’altura che domina l’isola. Appena in tempo: nel volgere di qualche minuto un’onda gigantesca sommerge la baia, inonda la piazza, distrugge il municipio e le case circostanti. La bambina che non voleva dormire ha salvato la vita di tutti coloro che non volevano svegliarsi.

Ricordiamoci di lei, ogni volta che ci rassegniamo alle spiegazioni rassicuranti e rimuoviamo la realtà per non essere costretti ad affrontarla. Martina incarna lo spirito di ogni essere umano, com’era al momento della nascita e come dovrebbe essere sempre e invece non è quasi mai: presente a se stesso, capace di meravigliarsi. In una parola: vivo.

Vancouver 2010, seconda parte

A giochi conclusi ecco, da boston.com, la seconda parte della galleria dedicata ai giochi olimpici di Vancouver 2010. Queste immagini fanno riferimento agli avvenimenti svoltisi durante la seconda settimana di gare.

 

lunedì 1 marzo 2010

Meglio tardi che mai

In una delle più disastrose spedizioni olimpiche di sempre salva, in parte, l'onore sportivo l'emiliano Rezzoli che riesce a conquistare l'oro nello slalom speciale.


La spedizione a Vancouver si conclude così con un oro, un argento e tre bronzi per un misero bottino di 5 medaglie. Lontanissimi i tempi di Torino 2006.

Interessante confronto

Questo grafico dice tutto

Quel solito pasticciaccio brutto

tramite lastampa.it - Buongiorno di Gramellini del 01/03/2010

Capitale sciatta, oltre che corrotta. Nazione peggio che infetta: disperata. Quanto succede a Roma in queste ore è lo specchio di un Paese che affoga drammaticamente nel ridicolo. Cominciamo dal Pdl, che è riuscito nell’impresa di presentare le sue liste al di là dell’orario consentito. L’immane compito era affidato a un ex socialista, tale Alfredo Milioni, visto uscire di corsa dall’ufficio elettorale a mezzogiorno meno un quarto come se avesse dimenticato qualcosa (i simboli, le firme, la trebisonda: non si è ancora capito bene). Ha poi tentato di rientrarvi a tempo scaduto, dopo aver approfittato della pausa-pranzo «pe’ magnà quarcosa». Proprio vero che a volte non basta avere i Milioni. Per colpa sua il primo partito italiano, quello che esprime il presidente del Consiglio e il sindaco di Roma, è stato escluso dalle Competizione nella Capitale e rischia di restare fuori dal Consiglio regionale del Lazio persino nell’eventualità di una vittoria della sua candidata Polverini.

Chissà come sarà contento Berlusconi: se la prende con la burocrazia, ma era entrato in politica con la promessa di portarvi una ventata di efficienza aziendalista e si ritrova a capo di un movimento che non riesce a rispettare neanche le scadenze più banali. Su questo episodio di ordinaria trasandatezza sono già fiorite versioni suggestive: c’è chi narra di un ritardo dovuto a litigi furibondi nella compilazione delle liste (si sa che finiani e berluscones si amano da impazzire), chi di un’azione ostruzionistica da parte dei seguaci «gandhiani» della Bonino, che si sarebbero sdraiati per terra nei corridoi dell’ufficio elettorale pur di impedire a Milioni il raggiungimento dell’agognata meta.

Sono una banda di incapaci», ha sintetizzato il democristiano Rotondi, erede di un partito che poteva anche scannarsi dietro le quinte, ma sapeva presentarsi sempre puntuale all’appuntamento con le poltrone. Naturalmente non sarà facile tenere il Pdl fuori dalle urne, e forse non sarebbe nemmeno giusto nei confronti dei suoi incolpevoli elettori. Così alla fine assisteremo all’ennesimo pasticciaccio brutto, cucinato a colpi di deroghe e leggine. A uscirne sconfitta sarà ancora una volta la credibilità di una classe politica composta da personale che, anche quando non è disonesto, si rivela sconsolatamente mediocre.

Mediocre oppure sprezzante. Volgendo lo sguardo a sinistra, infatti, ci si imbatte nella scelta di dubbio gusto di Emma Bonino, che accetta la collaborazione dei terroristi neri Mambro e Fioravanti, rei confessi di numerosi omicidi politici. La Bonino sostiene che i due assassini hanno saldato il loro debito con la società. Ma una cosa è la legge, un’altra è, o dovrebbe essere, la sensibilità di un leader. Nessuna norma può impedire a chi sparava alla gente di collaborare alla campagna elettorale di Emma Bonino. Dovrebbe essere la stessa Bonino a impedirlo. Perché chi ha commesso reati di sangue può tornare in libertà dopo aver scontato la pena, ma non occuparsi attivamente di politica, neanche da posizione defilata: è una forma di elementare rispetto nei confronti dei familiari delle vittime. Nessuno tocchi Caino, va bene: ma almeno non fatecelo trovare nel retropalco dei comizi.

Riassumendo: a Roma gli elettori del Pdl non sanno neppure se potranno votarlo, mentre gli elettori del Pd si scoprono a braccetto con i terroristi di destra. Se aggiungiamo queste delizie alle truffe e alle ruberie che stanno trasformando la lettura dei giornali in un percorso di guerra, si può ben dire che la politica abbia messo inconsapevolmente in atto una delle più massicce campagne di astensionismo della storia.